Il Vangelo e il Mondo

Oggi tratteremo del Vangelo e la sua contrapposizione con il Mondo, e quale tipo di rivoluzione in esso vuole portarvi, poiché ancora oggi rimane unIdeale che se per taluni esseri eccezionali, super-uomini evoluti, è stato vissuto e raggiunto, come collettività è una realtà ancora lontana da realizzare.

Il Vangelo e il Mondo rappresentano due termini opposti, agli antipodi, come l’ideale e la realtà della vita, come il super-uomo dello spirito e l’animale-umano.

O Dio o il mondo insegna Cristo.

Non vi possono essere vie di mezzo. O si vive in funzione della Terra o si vive in funzione del Cielo. O si vive per le realizzazioni immediate e si perdono di vista quelle lontane; o si vive per le realizzazioni lontane e si perdono di vista quelle immediate. 

O si fa della vita terrena il proprio fine, o si fa della vita un mezzo per raggiungere un fine.

Due prospettive che non si possono conciliare.

Così quando il Vangelo entra nel Mondo esso appare come un assurdo, contro cui la vita sembra ribellarsi. Per il Mondo esso appare come sacrificio, rinuncia, dolore e sofferenza, non prendendo realmente in considerazione la meta a cui il Vangelo tende, quindi cosa vuole realmente costruire. 

Se per il Cielo vale la bontà e l’onestà, in Terra queste virtù sembrano cose da deboli e da ingenui. In Terra servono l’inganno e la forza che in Cielo sono condannate. I due regni sono dunque proprio all’opposizione.

Così per sussistere sul piano umano il Vangelo viene ridotto ad un ibrido, ad un adattamento formale sotto il quale si usano gli Ideali come apparenza, per mascherare i propri interessi, per verniciarsi di perbenismo e aggiustare la propria coscienza con pratiche formali ma rimanere sempre allo stesso livello. Esso viene predicato, ma non praticato perdendo così di potenza persuasiva.

L’ideale esige onestà, bontà, altruismo, disinteresse, giustizia, cioè sacrificio dell’individuo a vantaggio degli altri. La legge della terra parla ben chiaro: solo al più forte che sa vincere con qualunque mezzo appartiene il diritto di vivere” (Pietro Ubaldi, La Discesa degli Ideali)

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L’ideale del Vangelo è l’ideale del superamento evolutivo, è la fatica dell’ascesa, è il superamento della realtà biologica attuale.

Esige dunque uno sforzo in tal senso, la via comoda e placida non è la via del Vangelo.

“Si può sacrificare la sopravvivenza al superamento, cioè la vita presente per guadagnare la vita futura. Ovvero si può sacrificare il superamento alla sopravvivenza, cioè la vita futura per godere la vita presente. Ambedue i vantaggi non si possono ottenere. […] Ogni individuo sceglie l’una o l’altra strada secondo il punto di riferimento verso cui la sua natura lo porta.” (Pietro Ubaldi, La discesa degli ideali)

Così per l’immaturo, legato ai piaceri della materia e alle seduzioni del mondo, è per lui guadagno e vantaggio la vita della Terra e perdita quella del Cielo

Per chi è maturo, legato alle gioie del Cielo e al richiamo delle cose eterne, è per lui guadagno e vantaggio la vita del Cielo e perdita quella della Terra.

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Il Vangelo non esprime dunque solo una legge morale o un etica dettata dall’esterno, ma esprime una vera e propria realtà della vita solo che è posta evolutivamente più in alto.

Per raggiungere tale posizione è così necessario attuare un ribaltamento psicologico ed una vera trasformazione biologica fin alla radice degli istinti.

È rivoluzione in quanto si tratta di un completo rovesciamento di valori, di sostanziale cambiamento di sé, di dominio e sublimazione dei propri istinti di lotta contro l’ambiente e i nostri simili.

È via di disciplina, di dovere, è via di amore che nel mondo prende la forma di sacrificio: ma è anche la via delle eterne conquiste, della resurrezione dello spirito e della salvezza.

Per attuare un tale piano di trasformazione si trova evidente l’importanza di considerare la reincarnazione quale elemento che dia continuità al processo evolutivo, senza la quale un cambiamento così radicale della personalità umana non vi potrebbe essere. Questo perché l’evoluzione è un processo lentissimo le cui tappe non posso essere saltate.

Tuttavia all’essere umano è stata data la possibilità di compiere l’intera evoluzione anche in una sola esistenza se mettesse in pratica quanto Cristo ha insegnato. Infatti il Cristo, è Via, Verità, Vita e rappresenta il culmine dell’evoluzione umana, la Legge di Amore al sommo grado.

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Il Vangelo dice: “Non essere egoista pensa agli altri prima che a te stesso”, il mondo al contrario dice: “gli altri pensano a sé stessi prima che a me”.

Il pensiero dell‘involuto è dunque quello di pretendere diritti, procastinando i propri doveri, è una psicologia attendista che guarda sempre all’operato altrui, giudicandolo: è la psicologia di chi ama emergere per sommergere.

Il pensiero dell’evoluto è quello di adempiere tutti i suoi doveri, e solo allora considerare gli eventuali propri diritti, è un essere attivo e giudica solo il proprio operato, cercando di spiritualizzarsi: la sua psicologia è collaborativa, di chi tende le mani al mondo per aiutarlo. Egli esige da se stesso la messa in pratica di quelle virtù che sente giuste, senza pretendere che altri facciano lo stesso ed è spesso indulgente sulle altrui mancanze

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Una tale rivoluzione di vita, come quella di voler vivere il Vangelo sulla Terra espone il soggetto ai suoi rischi: egli è difatti un agnello che vive in mezzo ai lupi. L’evoluto sarà preso d’assalto dall’uomo del mondo che non vede l’ora di avere un essere fatto di bontà e altruismo da derubare e sfruttare. Quale banchetto migliore per l’animale-umano che un essere mansueto e mite!

L’evoluto tuttavia non può essere diverso da ciò che é per cui se volesse anche vivere con i metodi del mondo per lui sarebbe un arretramento involutivo, un tradimento del suo stesso destino.

Per l’evoluto che fa della vita una cosa seria, e dell’Ideale un irresistibile richiamo, non vi è altra soluzione che prendersi questo onere, il che rende la sua stessa vita una vera e propria missione ,che è quella di portare luce la dove è oscurità, esempio ed incivilimento la dove gli esseri sono ancora arretrati, e necessitano di essere educati. Per lui il Vangelo non è sforzo ma legge della propria natura, conquista che si è guadagnato con il proprio percorso.

È così che il suo amore per l’umanità diventa in terra sacrificio e martirio, poiché è solo in terra, e quando un essere del Sistema scende nell’Anti-Sistema non può che fare la fine di Cristo, poiché è sottoposto alla dura legge della nostra realtà biologica fatta di animalità, forza e inganno.

Egli ben conosce il lezzo dell’ipocrisia umana, ma in essa è costretto a convivere non per condannarla, ma per aiutare chi è inferiore (evolutivamente) a salire, per aiutare il malvagio a trasformarsi in buono, per insegnare, soprattutto con l’esempio e con la pratica, a chi è ignorante, per abbracciare il suo nemico a cui avrà perdonato le offese ecc…

Il Vangelo non è così un prodotto di una religione, ma un prodotto della vita“: il suo prodotto più sublime, che tutti siamo chiamati a realizzare.

Bibliogradia di riferimento: La discesa degli ideali (Pietro Ubaldi)

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