Il Pensiero ed il Mondo delle Idee

Cos’è il pensiero? È l’estrinsecazione di una  volontà.

Come la volontà è la funzione più diretta dell’Io, così il pensiero è la conseguenza della sua volontà.

Ma il pensiero esiste anche dove manca la volontà, cioè la dove l’io non domina la mente ed è soggiogato dalla passionalità e dall’arbitrio.

Il pensiero umano è in questo caso legato ai palpiti della materia, è portato a indugiare sulle soddisfazioni  della propria natura inferiore, è il più delle volte negativo, legato al giudizio, al mormorio, all’egoismo, e al prevaricare: l’io spirituale allora non domina e governa la materia, e, di conseguenza, non è coordinato e armonizzato al pensiero della Legge, e alla Sua volontà.

Ancora una volta ci si trova di fronte al Bene e al Male. È Bene quando lo spirito prevale, domina e disciplina il pensiero e governa la mente, e si armonizza con Il Pensiero Primo, cioè con la Legge. È Male quando è la materia a prevalere, quindi quando lo Spirito non erge la propria volontà e concede la vittoria alla passionalità umana.

Per ovviare alla nostra peculiare e istintiva  tendenza ad emettere pensieri immediatamente negativi e distruttivi nei confronti degli altri, l’Eterno ci ha dotato di una trinità umana: pensiero-ragione-coscienza.

L’individuo ha così la possibilità di plasmare e correggere, frenare ed incenerire sul nascere un pensiero colposo, negativo, cioè non in armonia con la legge di Amore del Padre.

Il pensiero così sorto, sarà vagliato prima dalla ragione, e poi in ultimo dovrà passerà al giudizio inesorabile della coscienza

Se la coscienza, che è il riflesso della voce di Dio in noi, ci darà il placet allora quel pensiero sarà armonioso e non inciderà negativamente su colui che lo ha emesso e potrà dare vita ad una azione altrettanto armoniosa. Al contrario se giudicato negativo, perché reca danno anche ad un solo individuo, dovrà essere incenerito sul nascere!

Una continua elaborazione ed il rimuginare su un pensiero negativo, infatti, segnerà un’incisione, che rappresenta un debito karmico, tanto più pesante quanto l’azione, che sarebbe conseguita a tale pensiero non si realizzi a causa di impedimenti non imputabili alla sola volontà dell’individuo. Ne consegue anche che tanto più ci si soffermi su un pensiero negativo, tanto maggiore sarà la conseguente espiazione a cui l’anima dovrà sottoporsi.

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Il pensiero come abbiamo visto è una forza viva, che plasma e crea, in bene o in male, a seconda di come lo utilizziamo: onde per cui è essenziale, per il buon esisto della nostra evoluzione, che esso venga correttamente disciplinato, utilizzato e coordinato con la Legge

Il pensiero allora è tanto sapiente, giusto, ed armonico quanto più esso è pensiero di bontà e amore, comprensivo, verso i nostri simili e verso la creazione tutta!

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Il pensiero non è come spesso si crede, un prodotto del cervello, o della mente.

Infatti sia la materia grigia del cerebro, che la mente, cioè il manas, il corpo (sottile) mentale dell’essere umano, sono veicoli attraverso cui il pensiero si manifesta e viene incanalato.

Chi è dunque il Pensatore? È l’Io. Come abbiamo già visto qui, l’Io è un entità oscillante, che “pesca” i suoi contenuti dalla zona dove esso vibra. Così l’Io può cogliere il contenuto dal subcosciente, o se sufficientemente evoluto dal supercosciente.

Dal subcosciente estrarrà i contenuti del passato, dal vissuto ancestrale: pensieri ed impulsi, ispirazioni, che emergono al cosciente e che possono essere poi analizzati dalla ragione. Dalle zone del supercosciente giungono intuizioni e ispirazioni più avanzate, evolute, come le grandi anticipazioni creative, artistiche, innovative che aiutano il progresso e lo sviluppo dell’evoluzione umana.

L‘idea colta, captata, non nasce dal nulla, ma pre-esiste nel Mondo delle Idee, dove l’Eterno ha posto tutto ciò che l’essere umano può intuire ed elaborare per il proprio percorso umano.

Ancora una volta ci troviamo davanti ad una scottante realtà: senza Dio non possiamo far nulla! È infatti la Mente Universale che dona quanto a noi necessario e indispensabile per vivere ed avanzare.

Tali conoscenze contenute nel Mondo delle Idee, servono solo per la vita umana, e non allo Spirito che ha fatto ritorno ai piani assoluti di esistenza.

Quando l’idea viene colta questa viene poi elaborata, a volte migliorata, cesellata per dar vita ad un’opera artistica, letteraria, musicale o ad un’invenzione: a volte tale idea, subisce invece una distorsione, una involuzione e per umano arbitrio viene utilizzata in modo negativo, distruttivo.

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Quando l’uomo, attraverso il suo corpo mentale, pensa, produce una vibrazione nel suo corpo mentale, che ha due effetti diversi: 

  1. Irradia vibrazioni o onde pensiero
  2. Crea forme pensiero

La forza e persistenza sia dell’onda che della forma pensiero, dipendono dalla forza e dalla chiarezza del pensiero originale.

Le onde pensiero si propagano nell’etere, in modo invisibile, creando una vera e propria atmosfera pensativa, che, in un certo qual modo, influenza il pensiero di coloro che ne vengono inconsciamente a contatto.

Come in determinati luoghi si respira un’aria più pulita che in altre, a seconda per esempio se ci troviamo in città oppure in alta montagna, così i luoghi sono impregnati dal tipo di pensiero che è prodotto da coloro che vi abitano. Gli oggetti, le case, gli ambienti riverberano la natura psichica di chi tali oggetti ha posseduto, di chi tali case o ambienti abita.

Così in determinati luoghi di ritrovo, a seconda della natura degli incontri, della qualità degli argomenti ivi trattati, possiamo venire influenzati in modo negativo o positivo, e a nostra volta possiamo così influenzare gli altri.

Tutti coloro che pensano hanno così una grande responsabilità, perché inevitabilmente i loro pensieri colpiranno una grande quantità di persone.

Chi coltiva così pensieri impuri e cattivi diffonde un contagio morale e spirituale fra i suoi simili. Anche se non ne siamo consapevoli, viene prodotto molto male e l’autore rimane karmicamente responsabile del suo operato.

Al contrario è altresì vero che un pensiero benefico può influire positivamente sugli altri. Così diventare consapevoli dell’uso saggio del pensiero, può diventare un mezzo spirituale di bene per tutti.

Emanare pensieri di amore, di pace, di sostegno verso gli altri, ha un silenzioso, occulto, ma potente e sostanziale effetto positivo per chiunque. Sia per chi riceve, ma anche indirettamente, su chi lo emette.

Per legge di attrazione, irradiando onde pensiero di amore e bontà, si avrà come ritorno la stessa qualità di vibrazione che sono state emesse. Lo stesso dicasi per quelle negative.

Se l’emittente ha carattere tutto positivo, non avrà punti di accesso alle correnti negative. La parte negativa infatti può colpire solo per quel tanto che trova in noi un punto debole, una via di ingresso che noi abbiamo lasciato scoperta.

Al contrario se l’emittente ha carattere tutto negativo, con molta probabilità si sarà auto-schermato in modo tale da non lasciare la possibilità alle correnti benefiche di entrare ad aiutarlo. Così, solo se in costui si aprirà uno spiraglio verso il bene, si aprirà una breccia, affinché possa iniziare la propria conversione salvifica.

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Le forme pensiero, come si evince dalla definizione stessa, creano una forma ideoplastica: quando l’uomo pensa ad un oggetto concreto, egli costruisce una piccola immagine dell’oggetto fatto di materia sottile, invisibile ai nostri occhi fisici, ma presente nel suo piano mentale. 

Tanto più un pensiero è rivolto con persistenza, continuità, concentrazione e forza su un dato oggetto, tanto più questo permane nell’atmosfera pensativa e mentale di colui che lo ha prodotto. Anche in questo caso tali forme possono essere salutari o nocive a seconda del carattere e della natura dell’oggetto pensato. 

Le forme pensiero dell’uomo, come le onde, tendono ad attirare verso di lui, le forme pensiero degli altri, che siano della stessa natura. 

Non solo, per sintonia vibratoria, saremo attorniati da coloro che, disincarnati, vibrano sulla stessa lunghezza d’onda dei nostri pensieri (ed emozioni). Accenno solo qui a quei fenomeni di circumsessione, obsessione, e possessione, che occultamente possono colpire gli individui.

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Queste forme pensiero assumono poi il carattere della realtà  in modo evidente dopo il trapasso, quando l’anima proietta il proprio contenuto interiore davanti a sé quale prodotto del proprio inconscio che in quel momento si rivela evidente e chiaro.

Ecco che le spaventevoli immagini, i tormenti e lo strazio animico degli ambienti dopo la morte, non sono altro che la proiezione di sé stessi, di ciò che è il nostro contenuto ancora infecondo ed involuto.

Non vi è dunque nessuna punizione, nessun dolore e sofferenza che non provenga da noi stessi.

Noi non siamo puniti quindi per ciò che facciamo ma da ciò che facciamo o più precisamente da ciò che siamo: e allo stesso modo noi siamo elevati e premiati da ciò che siamo.

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Per concludere questo sostanziale argomento, è bene e doveroso ricordare che il nostro pensiero, perché abbia efficacia e ne sia moltiplicata la potenza benefica, quando si vuole aiutare pensativamente qualcuno, deve essere collegato all’Eterno, cioè si deve formare un triangolo potenziale tra l’io che vuole proiettare il pensiero, l’Eterno che lo potenzia e lo espande, e i sofferenti o i bisognosi a cui sono rivolte queste energie di soccorso.

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