Eternità e Tempo

L’Eterno è l’Increato: l’Increato ha creato l’Infinito e abbraccia l’Infinito. Da queste affermazioni assiomatiche che sono un inconcepibile per la nostra mente e che dobbiamo accettare come tali, prendiamo le mosse per lo svolgimento di questo breve articolo: troppo breve forse per la portata dell’argomento.

L’eternità è anch’essa figlia dell’Eterno. Nessuna cosa, di tutto ciò che esiste, è stata fatta senza di Lui.

L’eternità è uno stato di eterno presente, un presente in atto.

Una condizione di vita  che vige solo nei piani assoluti e superlativi: in quelle che altrove abbiamo definito le biotesi della Conoscenza e Sapienza e oltre. Presente in atto significa assenza della linea temporale, così come esiste nel nostro universo fenomenico, la quale segue la freccia del tempo che va dal passato al futuro, passando attraverso il presente.

Il tempo nei piani assoluti è così un presente in atto, che si noma eternità, dove pensiero e creazione sono un tutt’uno. Ipso-facto pensiero è creazione, pensiero è vita.

Causa ed effetto sono un unità istantanea, la linea temporale non esiste. 

La condizione di eternità potrebbe essere paragonata, ma solo per spiegarlo in modo intelleggibile alla nostra mente, come uno stato di immobilità, rispetto al continuo divenire del nostro universo.

In realtà non esiste nemmeno nei piani assoluti uno stato di immobilità che rappresenterebbe una stasi, e stasi significherebbe assenza di vita. Mentre, al contrario, più ci avviciniamo all’Assoluto e sempre maggiore è lo stato di vita dell’essere. Dunque per meglio spiegare dobbiamo differenziare il divenire evolutivo del nostro universo e delle nostro esistenze, dallo stato di vibrante trasformismo, che definiamo di continua metamorfosi che avviene nei piani assoluti dove l’evoluzione è ormai terminata, ma dove sussiste sempre e comunque il Movimento, il Ritmo della Vita.

Questo apre ad altre considerazioni sul tempo come noi lo conosciamo, sulla sua genesi e sul suo termine.

Altrove abbiamo descritto le genesi e l’evoluzione delle dimensioni qui riportiamo uno schema riassuntivo dei piani dimensionali a noi accessibili, tra cui quella temporale appunto.

1° Sistema dimensionale tri-fase Spazio

Punto:   dimensione non spaziale, il nulla spaziale. La materia è in germe, lo spazio è in germe.

  1. dimensione dello spazio: la linea
  2. dimensione dello spazio: la superficie
  3. dimensione dello spazio: il volume

Sistema dimensionale tri-fase Concettuale-Coscienza

  1. dimensione, linea, il tempo, coscienza lineare, ritmo, onda, unità di misura dell’energia
  1. dimensione, superficie, coscienza, percezione esterna, ragione, analisi, dimensione della vita, che culmina nello psichismo umano
  1. dimensione, volume, supercoscienza, percenzione interna, intuizione, sintesi, fase super-umana

Ogni fase dimensionale  segue uno schema trinitario a cui dobbiamo far seguire altri sistemi che superano la soglia del nostro concepibile.

Parlando di questo argomento non si può non far riferimento alla Caduta e alla precipitazione di una parte delle scintille divine create dall’Eterno.

Il crollo delle dimensioni e dell’essere avvenne infatti oltre le dimensioni del supercosciente, ma a noi manca ogni possibilità di rappresentazione.

Anche rimanendo nei limiti dei due sistemi tri-fase riportati e che riguardano il nostro universo, questo schema ci permette comunque di capire ed intuire il suo opposto involutivo, cioè al contrario, dove la dimensione coscienza, si chiude e si ritira in un oblio da cui è necessario risvegliarsi: dove le energie si concentrano e costringono lo spirito togliendoli le potenzialità che aveva all’origine, lo limitano, lo costringono in uno stato di immobilità.

Gli spiriti precipitati, se prima vivevano liberi e in piena potenza ed armonia con la Legge, provocarono, con la ribellione, una contrazione e curvatura cinetica nella sostanza. Così iniziò il crollo delle dimensioni, come uno “schiacciamento” una riduzione che portò a compressione e chiusura la scintilla divina entro quelle stesse energie che prima emanava a favore del Tutto. Il trattenere per egoismo ed il prevaricare per superbia, ha portato al crollo di una parte del Sistema nell‘Anti-Sistema.

Questa è la realtà che l’entelechia, cioè la scienza degli Enteli (Entità perfette) ci insegnano con i loro ammaestramenti superiori, insegnamenti che coincidono con la Teoria della Caduta, non solo intuita ma vista e percepita, nei suoi stati mistici da Pietro Ubaldi.

La Teoria della Caduta, di cui riportiamo in fondo gli articoli con cui ne abbiamo parlato approfonditamente, esprime un passaggio dallo stato unitario che è presente solo nei piani assoluti, dove vige l’eternità, ad uno stato duale dove inizia anche la dimensione temporale, non più come presente in atto, ma come misura del trasformismo fenomenico in ambiente fluidico e successivamente quella spaziale con la piena condensazione della materia, termine dell’involuzione umana.

Nel momento in cui gli spiriti ribelli hanno generato il pensiero prevaricante contro l’Ordine della Legge, possibilità dovuta alla libertà concessa alle scintille divine, a questi spiriti si è associato il primo atomo di energia-materia in forma fluidica che con il protrarsi della prevaricazione è andato creando degli involucri energetico-fluidici, sempre più densi, fino a giungere alla materia densa così come noi la conosciamo oggi.

Mano a mano che l’essere precipitava, di piano in piano, andava perdendosi il suo stato di coscienza. Così contraendosi si inabissava nella dimensione tempo e poi “giù” fino allo spazio, dimensione propria della materia densa, seppellendo la coscienza in uno stato di letargo. Geometricamente e matematicamente possiamo immaginare, per darcene una rappresentazione comprensibile alla nostra mente, che una dimensione volumetrica (supercoscienza) si riduce a quella di una superficie (coscienza), e poi ancora a quella di linea (tempo), per poi poter continuare la sua caduta nel sistema dimensionale inferiore, quella dello spazio, che per il sistema dimensionale superiore (quello della coscienza) è una non dimensione, cioè un annullamento come coscienza. Non si annulla nel senso che viene distrutto, ma si annulla come vita e coscienza, sepolto nell’oblio della materia.

L’immagine geometria è dunque solo un espediente per esemplificare:

Ma nella realtà la sostanza del fenomeno è astratta, è un pensiero riducibile a cinetica, che può involvere nel dinamismo lineare dell’energia, e imprigionarsi in quello chiuso della materia. […]Ciò ce si contrae non è solo il movimento costitutivo della forma, ma è il suo principio astratto direttivo, il pensiero che vi presiede.” (Pietro Ubaldi, Dio e Universo)

La fase umana del male non è scesa oltre, ma siamo sempre di fronte ad un bivio: “o invertire la rotta risalendo verso il bene e il centro Dio o continuare a discendere fino all’annullamento.

Chi imperterrito continuasse un moto di prevaricazione e opposizione alla Legge, andrebbe incontro ad un successivo periodo di demolizione dove le dimensioni spaziali andrebbero sempre più riducendosi, con un ulteriore contrazione delle dimensioni fino a che esse si annullerebbero nel punto, cioè nella non dimensione spaziale. Si arriverebbe così anche all’annullamento del sistema dimensionale dello spazio ma anche dell’individualità stessa.

Con ciò non si annulla solo l’essere come coscienza e vita, ma anche nella sua inferiore forma che era l’unico mezzo rimastogli alla fine del crollo del superiore sistema per continuare ad esistere sia pure al di sotto della forma di vita. La materia era la tomba in cui lo spirito era sepolto come morto, in letargo, Ora è annullata anche la tomba, poiché il sistema spaziale è annullato nel punto.” (Pietro Ubaldi, Dio e Universo)

*****

La dimensione tempo, abbiamo altrove spiegato, esprime il divenire dei fenomeni. Ogni fenomeno ha così un suo tempo, cioè una serie di attimi successivi che ne delineano il suo trasformismo. Esiste così un processo involutivo nel tempo della sostanza, nella fase di crollo-contrazione, ed un processo evolutivo nel tempo della stessa sostanza, nella fase di ricostruzione-espansione.

Il divenire propriamente detto iniziò già dal Crollo della Caduta, ma con segno -, negativo, come fase di contrazione cinetica della sostanza, che è costrizione, incapsulamento, delimitazione anche del pensiero: passaggio Sistema->Anti-Sistema

Vi è al contrario un divenire evolutivo, con segno +, positivo, che è quello che sta avvenendo ora, dal momento in cui l’immenso movimento cosmico ha invertito la rotta: passaggio Anti-Sistema->Sistema

Il ciclo può essere immaginato così come un cerchio, il cui punto di partenza è lo stesso punto di origine. La metà sinistra è quella di andata, di caduta, la metà destra di risalita e ritorno. Questo è il grande ciclo del divenire.

Naturalmente, ma non posso dilungarmi oltre, come già abbiamo visto involuzione->evoluzione->involuzione->evoluzione sono cicli che si ripetono e si ripropongono all’interno del grande Macro-Ciclo InvoluzioneEvoluzione, proprio perché la traiettoria dei moti fenomenici è spiralizzante, cioè fatta di cicli di espansione e contrazione che si alternano.

Per concludere questo ostico argomento, aggiungiamo solo un ultima ma sostanziale riflessione:

Il tempo, come dimensione che determina e misura il trasformismo dei fenomeni è il prodotto della Caduta, poiché esprime il divenire che ebbe inizio dal distaccamento degli spiriti ribelli e terminerà nel momento in cui l’evoluzione sarà terminata, entrando in un altro Tempo, che si noma eternità. L’eternità è propria solo del Sistema, cioè dell’Infinito, e quindi dove vibrano e vivono solo le entità perfette che mai si sono allontanate dall’Origine, o che ad essa hanno fatto ritorno completando l’intero ciclo evolutivo.

Come abbiamo visto il punto iniziale del Crollo è il punto di Origine a cui fare ritorno: il Sistema che fa capo a Dio. Dio e i suoi Angeli, nonostante la ribellione di una parte di essi, non ne furono intaccati, rimanendo comunque perfetti e non avendo abbandonato la dimensione a loro propria, l’eterno presente in atto.

Così il tutto, infinito, Dio, rimase sempre quello che sempre fu e sarà, e semplicemente sempre “é”. (Pietro Ubaldi)

Biografia di riferimento: Pietro Ubaldi (Dio e Universo)

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