Fare la Volontà di Dio –L’armonizzazione con la Legge-

Oggi cerchiamo di affrontare, nei suoi tratti generali, quale sia la Volontà di Dio, il Suo Pensiero, e quindi come collocarci all’interno di Essa, per armonizzarci con la Legge.

Ognuno poi, nel proprio caso particolare, potrà indagare come uniformarsi, se lo desidera, nella propria quotidianità in questa Volontà, che solo vuole il nostro bene e la nostra felicità.

Partiamo dunque dal primo punto assiomatico: Dio esiste, ed esiste la Sua Legge, con i suoi Principi e le Sue norme che garantiscono Ordine.

Questo Ordine è sinonimo di armonia, di bene, ed è garante di felicità per tutti.

Dai fatti che vediamo accadere quotidianamente, dal comportamento che come individui e come collettività portiamo avanti, possiamo ben dire che poco siamo armonizzati a questa Volontà di Bene.

Viviamo nel disordine, individuale e collettivo, interiore ed esteriore e quindi lontani dall’armonia che ci prospetta il fare la Volontà di Dio.

È giocoforza che rientrare e rimanere in questo Ordine equivale al nostro stesso utile, al nostro vantaggio, così come starne fuori rappresenta il nostro danno e il nostro male, che si paga con il dolore.

Parliamo di utile e vantaggio, perché questa è la forma mentis attuale, dove l’essere umano deve essere lui stesso convinto di fare una determinata scelta. Non basta più credere ad una autorità esterna, basandoci su una fede cieca, né una forma di imposizione coatta; occorre, data la nostra maturazione evolutiva, conoscere e capire affinché la nostra intelligenza possa essere soddisfatta.

All’essere umano è data, per il principio di libertà, una zona di sperimentazione, concessa dalla Legge di Dio, per consentirgli la libera esperienza, per provare sulla sua pelle le conseguenze della sua condotta e al contempo per poter imparare e sviluppare la propria intelligenza e auto-disciplina.

Tale libertà “è però provvidenzialmente arginata entro i limiti dati dalle necessità della nostra libera esperimentazione” (Ascensioni Umane, Pietro Ubaldi), il che significa che noi, comunque, volenti o meno, credenti o meno, ci muoviamo inevitabilmente entro gli argini della Legge, da cui, per nostra fortuna, non possiamo uscire.

Cosa sarebbe infatti di noi e del nostro mondo senza questa Sapienza che tutto regge? Se fosse tutto lasciato alla nostra libertà ci saremmo già probabilmente estinti e avremmo distrutto l’intero pianeta, invece la vita sa ricrearsi e procedere, anche dopo immense distruzioni.

L’essere umano esiste per evolversi, perché evolversi è il fine della vita, quindi per imparare e progredire, per le elevarsi in piena coscienza e non come un automa senza alcuna libertà di scelta.

Se è libero però è altresì responsabile e dovrà fatalmente subire le conseguenze delle sue azioni.

Così l’uomo, assetato di libertà ma sempre postosi al centro di tutto, pensa, nella sua ignoranza e superbia, di poter fare i propri comodi senza conseguenze, ma in realtà rimane sempre inquadrato alle ferree reazioni della Legge di Dio, che infligge dolore quando l’essere umano sbaglia. Come già descritto altrove, saranno proprio le frustate del dolore che, senza limitare la libertà di sperimentazione, consentiranno all’uomo di rinsavirsi e correggere il tiro delle proprie azioni.

Da questo si evince come sia utile, vantaggioso e intelligente per noi, armonizzarci con la Legge e farci esecutori attivi della Volontà di Dio.

In sintesi abbiamo due termini: esiste Dio e la Sua Legge, eterna e perfetta, con la Sua Volontà, ed esiste l’uomo e il suo arbitro, imperfetto e contingente, con la propria volontà.

Così le 2 volontà, quella di Dio e quella dell’uomo dovrebbero fondersi e unificarsi. È la maggiore, quella assoluta, cioè quella della Legge a comprendere quella minore, relativa, cioè quella dell’uomo. Così la Volontà di Dio guida la volontà dell’uomo, che in ascolto ubbidisce alla Sua Voce. Il più comprende il meno, e il meno viene riassorbito nel più.

Così nostro scopo sarà quello di raggiungere la massima armonizzazione possibile con la Legge in base alla nostra posizione, capacità e volontà personale. Questa armonizzazione consisterà in una quotidiana conquista, in un lavoro in fase di acquisizione, quindi è una posizione aperta, instabile, insicura per certi versi, perché è in fase di formazione.

Ogni posizione di avanzamento ha in sé delle incognite, delle incertezze, legato al nuovo che ancora non si è ben assimilato in forma di istinto e automatismo. Solo il costante lavoro, l’abitudine ad un determinato comportamento forgerà il nostro carattere, garantendole l’assimilazione, la stabilità e la sicurezza.

Avanzare per seguire la Volontà di Dio, per l’essere umano attuale, è ancora una posizione fragile perché soggetta a successi e insuccessi, salite e cadute. Così la strada dell’armonizzazione è fatta di stonature, errori, deviazioni temporanee legate alla nostra posizione relativa sulla scala dell’evoluzione, come anche di avanzamenti e meriti conquistati con perseveranza. Quello che più conta è la volontà di perseverare, fino alla fine.

Quello del dominio della volontà è sicuramente un punto fondamentale in questo percorso.

*****

Come conoscere quale sia per noi la Volontà di Dio, almeno per quanto riguarda la nostra vita individuale? Come fare a capirlo?

In ognuno di noi vi è il senso del bene e del male. Indicativamente, anche se in linee molto generali, possiamo affermare che scegliere di compiere il bene sarà per noi quello di compiere la Volontà di Dio, essendo la Sua Volontà sempre sulla via del Bene.

Se vogliamo andare un po’ più in profondità possiamo affermare che fare la Volontà di Dio consista nel compiere il nostro dovere, in base alle condizioni della nostra vita. Fare la Volontà di Dio non significa fare atti eroici, ma si può fare per le vie più semplici ed umili.

Anche non potendo mutare le condizioni della nostra esistenza, noi possiamo nobilitarle con la nostra condotta e con uno splendore interiore possiamo anche rendere luminosi gli atti più semplici e comuni. Il meraviglioso ed il sublime può nascere ad ogni passo da dentro di noi nelle circostanze più umili(La Nuova Civiltà del III Millennio, Pietro Ubaldi)

Il segreto è inquadrare ciò che facciamo nel funzionamento organico dell’universo. Così come ben ci illumina Ubaldi “Noi ci valorizzeremo al massimo solo se sapremo adempiere alla funzione che ci spetta”.

Così non è ciò che facciamo che è importante, quanto il modo in cui questo è fatto.

Ognuno di noi già occupa la posizione più giusta in funzione della propria capacità e merito, la più adatta al proprio avanzamento, anche se essa è la più umile, spregiata e dolorosa.”

Il problema sta nel fatto che nessuno vuole fare bene il proprio compito, qualunque esso sia.

Ognuno pretende di valere molto di più di quel che vale e crede che il meglio sita nel mutar posizione, mentre vale, sa di più e finisce con lo star meglio, chi sa restare bene al proprio posto”.

Questo non significa che nella vita non si possano avere delle benefiche crisi di cambiamento, che portano ad un cambiamento sostanziale della propria vita; o che sia sbagliato cercare di migliorare la nostra posizione sociale, se questo è frutto di onesto impegno e lavoro. Quel che qui si intende è quel senso di continua insoddisfazione legato al mal vivere, ad una ricerca puramente esteriore che lascia immutata la nostra condizione di desolazione interiore, oltre che ad una sopravalutazione di sé stessi e di un ambizione che supera i limiti di una sana necessità evolutiva.

Fare quindi la Volontà di Dio è essere esecutori fattivi del Suo Pensiero, in ogni atto della nostra giornata. Giorno dopo giorno, momento dopo momento, costantemente e tenacemente, a cui aggiungo anche con grande gioia!

Per farci dunque esecutori della Volontà di Dio, occorre abdicare al nostro egoismo, al nostro separatismo e abbracciare il nostro prossimo con carità fraterna, conquistando l’unità.

Nelle nostre occupazioni quotidiane, il nostro lavoro diventa un lavoro con una funzione sociale, un’opera a pro del grande organismo collettivo che ha come vertice Dio. In oriente si chiama Karma Yoga, cioè yoga dell’azione, e noi siamo sicuramente a favore del fare, siamo per la pratica; oltre che per le belle ed utili astrazioni di pensiero, che hanno il grande merito di plasmare i nostri pensieri e conferirci una conoscenza intellettiva con cui orientarci.

La base per adempiere alla Volontà della Legge parte da noi stessi, come individui, si allarga alla nostra famiglia umana, agli amici, ai colleghi di lavoro, per arrivare a chi ci è estraneo, al prossimo che incontriamo sui mezzi pubblici, o per strada, al supermercato, ovunque.

Più amore significa maggiore armonizzazione, quindi più amo, in senso altruistico e incondizionato, e più diverrò esecutore della Volontà di Dio. Più allargo la cerchia degli esseri che includo nel mio amore e più conquisto l’armonizzazione. Armonizzazione che si estende a tutta la Creazione, dagli esseri umani, fino ai 3 regni della natura. Armonizzazione nelle azioni, come frutto dell’armonizzazione del pensiero e delle nostre intenzioni.

A noi è chiesto di comportarci con rettitudine ed onestà. Cosa significa comportarsi con onestà? Per noi significa non compiere alcuna azione che sia dannosa per noi stessi e per gli altri, quindi per prima cosa non nuocere. Ma se vogliamo, andare ancora più in profondità, significa compiere azioni che siano di beneficio per noi stessi e per gli altri.

Ama il tuo prossimo come te stesso”: chiunque esso sia, conosciuto o sconosciuto, buono o cattivo che sia, povero o ricco, amico o nemico, senza distinzione, né di razza, né di sesso, di età, né di religione, né di politica, né di ceto sociale. Dobbiamo superare e guardare oltre alle apparenze umane e riconoscere l’anima nel nostro prossimo.

Duplice è dunque l’azione che ci porta a fare la Volontà di Dio, come ben insegna Roberto Assagioli, padre della psicosintesi transpersonale:

Occorre mantenere contemporaneamente un duplice atteggiamento. Massimo dominio sulle cose esterne e suoi nostri elementi inferiori: sulle impressioni, sulle suggestioni, sia che pervengano dal di fuori, sia che pervengano violente o subdole dai bassifondi del subcosciente. Massima obbedienza al Re che è posto nel misterioso centro della nostra anima. Questo sia il motto di ciascuno di noi: Signori del mondo, Servi dello Spirito.

Questa duplice azione potrebbe ridursi ad una: nosce te ipsum, conosci te stesso.

Conoscere noi stessi nella nostra interezza. Come abbiamo visto la nostra personalità non è solo nella zona del cosciente, in cui viviamo immersi nella maggior parte delle ore della nostra giornata, ma si estende in due zone inconsce, il subcosciente, e il supercosciente. Dalla conoscenza del primo (subcosciente) deriva capire quali siano gli impulsi inferiori da cui derivano i nostri pensieri, le nostre parole e le nostre azioni negative, in quanto figlie della nostra natura egoista e separatista. Dalla conoscenza del secondo (supercosciente), prenderemo coscienza dell’Io Sono, cioè della nostra natura spirituale ed unitaria. La presa di coscienza del nostro spirituale è dunque il primo passo, non la meta finale, per iniziare a muoverci in seno alla Legge come esseri consapevoli.

Tanto più ci affineremo ad ascoltare nel silenzio interiore, la Voce di Dio dentro di noi, tanto più essa illuminerà la nostra mente e il nostro cuore, e ci guiderà verso il retto agire.

E quando agendo avremo adempiuto alla Volontà di Dio, la Sua Voce ci parlerà in modo inequivocabile, infondendoci un senso di gioia e di pace, segno della Sua approvazione.

Bibliografia di riferimento: Ascensione Umane, La Nuova Civiltà del III Millennio (Pietro Ubaldi), l’Atto di volontà (Roberto Assagioli)

Articoli attinenti: https://lanuovaera.blog/2021/05/03/il-dolore-cause-funzione-cessazione/

3 pensieri riguardo “Fare la Volontà di Dio –L’armonizzazione con la Legge-

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