La Personalità umana (4° parte): la struttura

Con questa 4° parte ampliamo ulteriormente l’indagine e la conoscenza della personalità umana.

Nei primi 3 articoli ne abbiamo visto un inquadramento generale, secondo il principio di dualità, risolto l’apparente conflitto tra ereditarietà biologica ed ereditarietà spirituale, sviluppato il principio di trinità, e iniziato a introdurre alla fine della 3° parte la fotografia della sua struttura.

Ripartiremo il nostro viaggio, ora, propria dalla struttura, osservandola nella sua posizione statica, e finiremo in un successivo articolo, osservandola nel suo aspetto dinamico, cioè di come essa si costruisce.

Quella che chiamiamo la nostra coscienza –entro i cui limiti percepiamo, pensiamo e ci sentiamo vivi- non rappresenta tutto noi stessi, ma solo una parte di noi. Esiste, vicino a questa, un’altra parte, di cui non percepiamo il contenuto e i limiti e che sfugge al nostro controllo, ma che è immersa nel mistero […]” (Pietro Ubaldi, Principi di una Nuova Etica, cap. IV)

Il nostro cosciente dunque emerge, come la punta di un iceberg, dalle profondità sommerse del subcosciente. L’evoluzione si sviluppa sempre da un piano più basso verso un piano più alto, quindi dal subcosciente verso il cosciente.

Tuttavia Il cosciente è collocato come zona di mezzo a due estremi d’incoscienza, due zone buie: una evolutivamente inferiore, che si chiama appunto subcosciente, ed una evolutivamente superiore, che si chiama supercosciente.

Il subcosciente rappresenta il passato, il vissuto che è già stato assimilato e che prende le caratteristiche di istinto, di automatismo.

Il supercosciente rappresenta il futuro, ciò che deve essere ancora vissuto, quindi affrontato e assimilato.

Pertanto, il nostro “io” può esistere in tre diverse zone o livelli: 1) il subcosciente; 2 )il cosciente; 3) il supercosciente. Queste tre zone sono come tre stati sovrapposti, che corrispondono a tre fasi successive di evoluzione o livelli di esistenza dell’”io. Si tratta del: 1) io inferiore; 2) io medio; 3) io superiore.” (Pietro Ubaldi, Principi di una Nuova Etica, cap. IV)

La nostra consapevolezza ruota fondamentalmente a livello dell’io medio, mentre le attività delle altre due zone rimangono celate nell’incosciente.

immagine tratta dalla Psicosintesi di Roberto Assagioli

A volte può capitare che l’io superi i limiti ristretti della zona intermedia e si risvegli in aree di incoscienza, che diventeranno così coscienti. Questo è possibile perché l’”io” esiste su tutti e 3 i livelli!!! È semplicemente sveglio nel cosciente e addormentato nelle altre due zone estreme di incoscienza.

Ubaldi ben ci illumina: “I tre livelli non rappresentano dei compartimenti stagni, ma l’essere umano può oscillare da uno all’altro, a secondo del suo stato vibratorio e della sua maturità evolutiva […] Subcosciente, cosciente e supercosciente non sono che tre forme dell’esistenza dello stesso “io”.

Altrove abbiamo detto che l’io è al centro e alla periferia allo stesso tempo, così l’io è ovunque, in basso come in alto, come nel mezzo, è nel subcosciente, nel cosciente e nel supercosciente. Quello che cambia è che non abbiamo consapevolezza di tutti e tre i livelli.

Ciò non di meno è pur vero che a livello del cosciente l'”io” vive nell’illusione delle sue identificazioni: identificandosi nel proprio nome, nel proprio stato sociale, nel proprio sesso, nel proprio ruolo lavorativo ecc…: quindi avendo una consapevolezza al quanto limitata di sé stesso. Questa è l’illusione da cui dobbiamo risvegliarci. Ma se essa esiste ha naturalmente anche una sua funzione. L’io nella zona del cosciente ha un’attività rivolta per lo più alla superficie delle cose, all’esterno con cui si relazione, e con cui assimila le esperienze.

L’io svolge proprio in superficie e verso l’esterno, con i ruoli che riveste, quelle prove quotidiane che lo porteranno all’introspezione e al risveglio. La Vita non spreca nulla e tutto ha una sua utilità.

Ecco che quindi il subcosciente non è altro che il prodotto delle relazioni con la superficie, con l’esterno, che vengono assimilate e distillate. Se pur diciamo che esso è nel profondo, in realtà è perché non è a livello della coscienza, quindi nascosto, ma rappresenta per lo più il prodotto di esperienze sensorie, legate alla vita della materia: ma il meglio di noi risiede nel supercosciente, cioè in quelle anticipazioni, in quegli Ideali che dobbiamo conquistare.

La zona del cosciente corrisponde alla zona di lavoro attuale: è la parte libera e responsabile che semina le cause, di cui in futuro raccoglieremo gli effetti. Il subcosciente corrisponde agli istinti e automatismi acquisiti. Il supercosciente è la zona del presentimento, delle anticipazioni che ancora si devono realizzare nel presente.

Il subcosciente, il cosciente e il supercosciente costituiscono non solo 3 zone o livelli di esistenza dell’Io, ma anche 3 fasi successive di sviluppo; e la personalità umana si evolve dal basso verso l’alto, cioè da una zona inferiore, che corrisponde all’animalità, figlia del passato che ha sede nel corpo e nella carne, verso una zona intermedia, che corrisponde all’uomo attuale, che ha sede nella ragione, e una zona superiore, che corrisponde al super-umano, al Sé, e che ci parla attraverso le intuizioni e le elevate ispirazioni. Ecco come l’evoluzione avanza, procedendo dal passato verso il futuro, dal vecchio verso il nuovo, dall’animalità verso la spiritualità.

Riassumiamo brevemente per tirare le fila in questo schema:

  1. Subcosciente: passato, istinto, animalità, corpo, materia, ereditarietà biologica, basse frequenze ad onda lunga
  2. Cosciente: presente, ragione, cervello, zona intermedia tra ereditarietà biologica e spirituale**, medie frequenze ed onde medie
  3. Supercosciente: futuro, intuizione, spirito, ereditarietà spirituale, alte frequenze ed onde corte

** il sistema nervoso, con il cerebro rappresenta di fatto la massima evoluzione raggiunta dall’essere umano come qualità di tessuti e cellule, è un ponte di passaggio dunque tra gli istinti biologici che si fanno sentire nella carne e nel corpo, e che percepiamo attraverso di esso, e le intuizioni che fanno vibrare il cervello, una volta che le noúri (le alte correnti spirituali) “colpiscono” la ghiandola pineale e si diffondo all’intero cervello.

Il biotipo che esiste ed agisce attraverso l’istinto, impulsivo-emotivo si esprime con il subcosciente o “io inferiore”. Non avendo sviluppato sufficientemente la parte dell’intelletto difficilmente riesce a dominare sé stesso. Egli vibra a caso governato dagli impulsi e dall’emotività, ma la capacità del pensiero è ancora poco sviluppata. Non ha sviluppato il pensiero critico, non ha autonomia di giudizio, agisce per imitazione e ripete quello che fanno gli altri, per imitazione. I suoi problemi principali sono quelli del ventre e del sesso, guidato dagli istinti primordiali della sopravvivenza. Impara imitando un modello impostogli dalla massa, che si fissa in lui per lunga ripetizione nel subcosciente.

Il biotipo che esiste ed agisce con l’uso della ragione, si esprime con il cosciente o “io medio”. Si tratta rispetto al primo di un passo in avanti nell’evoluzione. Egli non vibra e basta ma sa anche pensare. Non apprende solo per imitazione, ma è in grado di orientarsi avendo un pensiero critico più sviluppato. È in grado di controllare istinti ed emozioni: la mente guida gli impulsi del subcosciente ed è in grado di non abbandonarsi a loro. Ciò nonostante la sua ragione può essere ancora al servizio del subcosciente e degli istinti inferiori. Anch’egli impara per lunga ripetizione, fissando le nuove qualità nel subcosciente, ma avendo sviluppato un’evoluzione maggiore tende a inseguire guide morali ed etiche più avanzate rispetto al biotipo precedente. Il biotipo medio inizia a porsi il problema della conoscenza, ricerca, si fa domande, ha la volontà di approfondire.

Il biotipo che esiste ed agisce a livello del supercosciente o “io superiore”, non solo controlla razionalmente gli istinti del subcosciente e dell’emotività Non solo sa pensare, ma ha sviluppato l’intuizione. Egli coglie la verità per visione diretta: riceve lampi sintetici di Conoscenza, rapidi, fulminei: comunica con il pensiero della Legge. Egli non agisce dunque sotto la guida degli impulsi inferiori, ne è guidato da principi morali che derivano dall’esterno o da pratiche formali: egli è guidato dalla sua interiorità, profonda in collegamento con la Legge di Dio, di cui egli sente, percepisce e intuisce la presenza e di cui ha Conoscenza diretta. Agisce per convinzione e non per imitazione. Egli è guida di sé stesso.

Questa è sinteticamente la fotografia dei 3 livelli, delle 3 zone della personalità, nel loro aspetto statico e nella loro struttura che rappresentano anche la fotografia di 3 biotipi: l’animale, l’umano, e il super-umano.

Naturalmente come sempre sottoliniamo la realtà è fatta di infinite sfumature, e quindi di variegate personalità che sono in fase di costruzione e di evoluzione.

Fine quarta parte.

Per chi volesse approfondire i precedenti articoli può cliccare qui:

https://lanuovaera.blog/2021/02/20/la-personalita-umana-1-parte-i-due-binomi-spirito-materia-e-maschile-femminile/ https://lanuovaera.blog/2021/02/28/la-personalita-umana-2-parte-ereditarieta-biologica-ed-ereditarieta-spirituale/ https://lanuovaera.blog/2021/03/30/la-personalita-umana-3-parte-schema-trinitario/

Bibliografia di riferimento: Principi di una Nuova Etica (Pietro Ubaldi)

Un pensiero riguardo “La Personalità umana (4° parte): la struttura

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