Obiezioni e chiarimenti alla Teoria della Caduta

Buongiorno cari amici

Oggi vogliamo prendere in considerazioni alcune possibili obiezioni alla Teoria della Caduta, teoria che abbiamo toccato anche in altri articoli, soprattutto qui: https://lanuovaera.blog/2021/02/01/la-grande-ribellione-la-teoria-della-caduta/

Fermo restando naturalmente che ognuno è libero di avere una sua personalissima posizione legata all’origine della vita, al perché della nostra presenza sulla terra, e quale senso dare alla propria esistenza.

Non entriamo in merito a quello che i diversi credo religiosi pensano in merito, né vogliamo prendere la posizione di nessuna di esse, poiché non è questo il nostro fine.

Non vogliamo fare alcuna critica alla visione presente nei percorsi intrapresi dagli altri, perché il nostro scopo è cercare una verità che sia universale, cioè che risponda alle leggi della vita, valide per tutti, indipendenti da qualsiasi posizione fideistica, ma che in realtà possa anche essere attinta da qualsiasi di esse, quando trova riscontro nei principi universali, che essendo tali, possono essere stati colti in qualsiasi latitudine, nelle diverse epoche, da qualsiasi essere abbia calcato il nostro mondo, appartenente o meno ad una religione o filosofia.

Sottolineamo che la Teoria della Caduta è quella che abbiamo personalmente trovato come la più logica e che ha soddisfatto a pieno la nostra mente e il nostro cuore, ma senza per questo volerla imporre a nessuno; semplicemente si espongono qui le ragioni della nostra posizione. Qualcuno, per sintonia, si troverà d’accordo con essa, altri probabilmente no.

La Teoria della Caduta, cioè della rivolta delle scintille divine, quindi quella che sarebbe stata la nostra rivolta come Monadi senzienti all’interno dell’Ordine di Dio, nella Sua Creazione Spirituale,  è alla base della nascita del nostro Universo, che rappresenta in rapporto alla Creazione Spirituale originaria una anti-Creazione. 

Questa teoria ci dice, per riassumere, che una parte delle creature spirituali partorite dal pensiero dell’Eterno  hanno deciso arbitrariamente di ribellarsi alla Legge del proprio Creatore, portandole alla loro estromissione  e conseguente precipitazione, che come conseguenza del loro precipitare andarono via via imprigionandosi  in corpi energetico-fluidici, fino a giungere allo stato di pieno incapsulamento nella materia densa come noi oggi la conosciamo

Per le creature fu l’inizio dell’involuzione. Fu la fase opposta a quella che vive il nostro attuale Universo, che è ora in evoluzione.

Abbiamo illustrato in altro articolo, https://lanuovaera.blog/2020/02/12/la-legge-e-il-funzionamento-organico-delluniverso/ , come il nostro universo attuale stia vivendo il passaggio evolutivo materiaenergia-spirito; ecco che la precipitazione corrisponde al passaggio contrario spirito-energia-materia. Così mentre l’evoluzione è sinonimo di spiritualizzazione, l’involuzione è sinonimo di materializzazione.

La Teoria della Caduta ci offre, a nostro modo di vedere, le risposte su quelle che sono le domande fondamentali dell’esistere sul nostro piano umano e terreno. Soddisfano risposte come la genesi del male, la presenza del dolore, la mancanza di felicità e la sua continua ricerca, la presenza della materia nel nostro universo, il senso dell’evoluzione, il telefinalismo della vita, la perfezione di Dio, il dualismo nel nostro universo, il principio di relatività,  il libero arbitrio, il concetto di peccato-colpa, l’importanza della rettitudine, dell’etica e della disciplina interiore, il senso della fatica quotidiana, nonché la Missione operata dal Cristo e il senso cosmico della Redenzione e della Salvezza.

La Caduta si innesta in modo logico nelle caratteristiche che attualmente ha il nostro universo e nelle dinamiche della nostra vita, seguendo quella universale legge di causa effetto, per cui ogni effetto che vediamo prodursi deve avere una sua causa, tanto che se potessimo risalire con un filo di Arianna tanto indietro nel tempo da andare alle cause prime, troveremmo, a nostro avviso, un tale evento quale origine delle nostre condizioni attuali.

Come può essere il nostro Universo, così come oggi si presenta, la creazione di un Dio perfetto? Un Universo dove inseguiamo la gioia, e spesso troviamo sofferenza, dove la nostra vita sembra esaurirsi inesorabilmente nella morte? Come può essere il nostro Universo il prodotto di un pensiero perfetto quale è Dio, (perché così dobbiamo considerarlo, altrimenti non sarebbe più tale e ogni discorso cadrebbe nel non senso) quando vediamo tanto male, tanta ingiustizia sotto i nostri occhi?

A nostro avviso non possiamo pensare che questa sia una creazione nel senso proprio del termine, cioè qualcosa che è stato pensato e voluto in tal modo da un Essere che pensiamo e sentiamo come sommamente Buono, Perfetto, Giusto, Intelligente

Allora se questa non può essere la Sua creazione in senso assoluto, qualcosa di altro deve aver causato tutto questo: per noi è la Caduta.

Tra le obiezioni che potrebbero essere mosse alla Teoria della Caduta vi è proprio la perfezione di Dio, all’interno del Suo sistema originario. Se Dio è perfetto non avrebbe potuto permettere una falla nel Suo sistema, il quale sarebbe dovuto rimanere perfetto e nessuna ribellione avrebbe potuto o dovuto generarsi in esso.

Qui si pone una prima questione: è più perfetta un opera che non si può guastare, od una che se può guastarsi è in grado di ricostruirsi perfetta?

Inoltre sarebbe perfetta un opera che ha nei suoi elementi costituenti degli automi che non possono sbagliare, non avendo alcuna libertà? O forse è perfetta un opera che contiene in sé la libertà, anche di errare, ma che poi è in grado di redimersi?

La possibilità dell’errore doveva essere contemplata dunque, per la presenza della libertà delle creature che in quanto tali avevano libera scelta sull’accettare o ribellarsi all’Ordine prestabilito dalla Legge. Senza questa libertà la creatura sarebbe stata schiava, obbligata e priva di autonomia decisionale nell’aderire alla Legge e alla Volontà di Dio. La libertà, non può non esservi in Dio in quanto essendo Dio libero anche la stessa creatura doveva esserlo, ma questa implica per la creatura la possibilità di sbagliare, dove sbagliare significa non aderire alla Legge che tutto regge. 

Inoltre perfetta non è sinonimo di infallibile. 

Infatti l’unico elemento infallibile è Dio in quanto Assoluto e reggittore del Tutto, ed una sua possibilità di errore implicherebbe il crollo di ogni cosa, anche di se stesso e la fine di tutto ciò che esiste; il che rappresenterebbe comunque un assurdo sempre considerando gli attributi con cui immaginiamo Dio, cioè qualità positive e affermative assolute e superlative.

Si potrebbe obbiettare che anche la creatura doveva essere perfetta, essendo il proprio Creatore perfetto. A questo rispondiamo si, certamente la creatura era perfetta, ma perfetta all’interno di una sua posizione, di una gerarchia e funzione per cui è stata creata. La creatura non è onnisciente, e dunque per essa permaneva e permane una zona di ignoranza rispetto all’Assoluto, una zona che doveva rimanere ad esclusiva dell’Eterno, l’unico ad essere Onnisciente. Tale conoscenza spetta solo al Creatore e che non può e non deve essere raggiunta da nessuna creatura. La creatura infatti sapeva quale era la condizione in cui avrebbe dovuto rimanere, cioè nell’Ordine della Legge, ciò che non sapeva erano le conseguenze che avrebbe portato un rifiuto di obbedienza alla Legge. Questa è la zona dell’errore, della fallibilità in cui poteva cadere la creatura. Fu la tentazione di raggiungere tale conoscenza, quel desiderio di espandersi oltre i limiti imposti dalla Legge, che fece cadere in errore e in colpa la creatura; fu colpa di superbia.

Abbiamo detto in altri articoli, https://lanuovaera.blog/2020/06/02/egocentrismo-altruismo-liberta-tre-qualita-dellio/ come questo fu possibile proprio in virtù della struttura dell’io spirituale, che ha come qualità della propria individualità quella dell’egocentrismo. Senza egocentrismo, (che non è sinonimo di egoismo) la creatura non potrebbe dire “io” e l'”io” è una necessità dell’esistenza. Fu il desiderio di dominare, di andare oltre i propri limiti, di ribellarsi all’Ordine, che era conosciuto dalle creature, a farle crollare e precipitare passando dalla luce alle tenebre, dal bene al male, dalla gioia al dolore, dalla vita alla morte, dall’infinito al finito, dall’eternità al tempo, dal Sistema all’anti-Sistema, dalla Creazione all’anti-Creazione, dallo spirito alla materia. Fu un capovolgimento di ogni qualità posseduta dallo spirito, che da segno + prese il segno -. Ecco perché anche il nostro Universo, fatto di materia si pone al polo opposto rispetto alla Creazione Originaria fatta di sostanza spirituale. Cosi la Caduta rappresenta l’inizio di una curvatura cinetica, che portò ad una progressiva concentrazione delle energie che da radianti, curvando andarono progressivamente  a chiudersi sempre di più intorno alla scintilla spirituale per arrivare a bloccarla completamente nella materia.

Non è infatti la materia una concentrazione di energie, un congelamento di radiazioni che si densificano fino a stabilizzarsi nelle forme?

Tra le altre obiezione che possono essere mosse vi è quella che essendo Dio buono doveva impedire le conseguenze di questa scelta e tutto perdonare e salvare immediatamente i figli ribelli. Ma ricordiamo che l’Amore non può e non potrà mai entrare in contraddizione con la Giustizia, che è un altro dei principi cardine della Legge. Perciò ad errore doveva corrispondere esattamente un adeguata correzione, ad una colpa la sua necessaria espiazione, tutto proporzionato alla gravità della causa. Dio non può entrare in contraddizione con Sé stesso. 

Chi sbaglia deve pagare, ma pagherà in proporzione allo sbaglio, e la Bontà di Dio si manifesta nel non aver mai abbandonato i propri figli, facendosi immanente nel nostro Universo; accompagnando e guidando i propri figli rivoltosi verso Casa, aiutandoli nel compiere la propria redenzione, fornendogli ogni strumento per risalire.

Il crollo che si ebbe con la Caduta inoltre non intaccò il Sistema, l’Infinito, se non in una sua parte. Per cui l’infinito, il Sistema rimase perfetto e inviolato, l’armonia intergra, la Legge sempre presente e operante. Dunque ciò che era perfetto rimase tale. La perfezione di Dio e della Sua Creazione originaria rimasero intatte.

Il crollo dunque fu in effetti un allontanamento di una parte delle creature ribelli, da cui si generò l’anti-Sistema, il finito, il limite. Così che il nostro Universo risulta come una temporanea imperfezione che deve essere risanata, come una malattia per cui Dio ha previsto la cura e la riabilitazione. Da questo allontanamento ebbe origine il dualismo con la sua contrapposizione dei contrari, il binomio vita-morte, gioia-dolore, bene e male, luce e tenebra, Sistema e anti-Sistema come ben ci spiega Pietro Ubaldi nelle sue opere.

A chi obietta che in questa Caduta vi è il fallimento di Dio, rispondiamo che vi sarebbe fallimento solo qualora le sue creature non fossero tutte salvate, cioè che il piano dell’evoluzione fallisca: dunque che anche una sola creatura permanga al di fuori dell’Ordine in eterna opposizione! Ma di questo tratteremo in un articolo a parte.

Questa teoria a molti potrebbe non piacere perché implica una nostra responsabilità, una colpa che abbiamo commesso e che ha generato la nostra posizione di esiliati, e solitamente l’essere umano si proclama sempre innocente e scansa le proprie responsabilità, soprattutto quando le sue azioni hanno effetti negativi, il mea culpa insomma non è proprio nelle nostre corde.. Ma a vedere i danni che l’uomo è stato in grado di produrre ai suoi simili, al pianeta e alle creature che vi abitano, non possiamo escludere questa nostra responsabilità lontanissima ora per noi, persa nell’oblio dell’incoscienza, ma al contempo attualissima, dato che ci troviamo ancora a pagarne le conseguenze e a dover riscattare i nostri errori. Il comportamento dell’essere umano è un ricalcare sovente questo moto di superbia, individualismo e prevaricazione che è stato mosso ab initio nei Cieli. Lo schema della Grande Ribellione si ripete quotidianamente, e solo attraverso lo sviluppo della nostra coscienza possiamo invertire la traiettoria della nostra vita.

Concludiamo dicendo che l’evoluzione delle nostre vite consiste nella reintegrazione nell’Infinito, come la parabola del figliol prodigo che dopo essersi allontanato dalla casa di suo padre, vi rientra pentito e consapevole dell’errore commesso. Così la Caduta diventa una lezione necessaria per i figli più caparbi che hanno voluto agire contro-corrente e che hanno dovuto sperimentare sulla propria “pelle” le conseguenze del non voler aderire alla volontà di Dio. Questa Caduta servirà da monito per tutti, anche per chi non si ribellò, traendo indiretto insegnamento dall’esperienza altrui.

Il ritorno di ogni figlio a Casa sarà il successo definitivo e la vittoria finale del bene sul male, della vita sulla morte, della gioia sul dolore, del Sistema sull’anti-Sistema, di Dio su Satana.

Bibliografia di riferimento: Il Sistema, La Grande Sintesi, Dio e Universo, Caduta e Salvezza, Cristo e la Sua Legge (Pietro Ubaldi)

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