La Legge: Monismo e Dualismo –contraddizione o necessità?-

Buongiorno cari amici

In questo articolo cercheremo di comprendere qualcosa di più della Legge di Dio.

La Legge si compone di tanti aspetti, come un prisma ha molti lati che la contraddistinguono e la esprimono, e che sono per noi importanti da capire, non per farne un mero sillogismo e sterile analisi intellettuale, ma perché la nostra vita possa esserne illuminata, e così meglio orientata.

La Legge, come abbiamo visto in altri articoli, esprime il Monismo, cioè un Principio direttivo Unitario. Essa potremmo anche definirla, nel suo aspetto meccanicoconcettuale, come una Idea Unitaria.

Essa manifesta ordine, sapienza ed un suo telefinalismo. Ci spinge e al contempo ci attrae verso un punto Unico di Convergenza, un punto che P. Teilhard de Chardin definisce, amabilmente, il Punto Ω.

La Legge è , altresì, magistralmente descritta da Ubaldi, come un Principio Unitario, Organico ed Evolutivo.

Vediamo di chiarire…

Il principio Unitario, lo abbiamo appena visto, è rappresentato dal Monismo, cioè la Presenza del Pensiero di Dio nella Creazione, in cui Dio è la Creazione stessa e non questa qualcosa al di fuori di Lui, che di fatto non potrebbe sussistere, in quanto nulla può essere al di fuori di Dio, poiché Egli è il Tutto.

La Legge è, anche, un Tutto Organico, un unico organismo, dove ogni cosa è connessa all’altra, dove ogni cosa comunica ed è in relazione agli altri. Un organismo organizzato gerarchicamente, che ben si esprime secondo il Principio delle Unità Collettive.

“La Grande Sintesi” definisce così il principio delle Unità Collettive: “Ogni individualità risulta composta di minori individualità, che sono aggregati di ancora minori individualità, all’infinito negativo, ed è alla sua volta l’elemento costitutivo di maggiori individualità, che lo sono di altre maggiori, all’infinito positivo.

Questo principio Collettivo è la compagine che sostiene gli universi. Le fasi materia, energia, spirito formano il nostro universo, ma altri universi lo seguono o lo precedono organizzandosi in sistemi maggiori, più vasti e complessi, o in sistemi minori, senza mai fine, né in più né in meno.

La Legge è altresì Evolutiva, infatti, nell’Universo nulla è statico ma tutto è in divenire. L’evoluzione si dirige verso una sempre maggiore complessificazione, differenziazione o individualizzazione e dissimetria.

Questa trasformazione continua, che tutto complica e al contempo espande, riorganizza il differenziato in unità sempre più complesse e grandi.

Complessificazione, cioè organizzazione in Unità Collettive, diretta ed orientata verso un Unico punto di Convergenza, il Punto Ω, il Centro di Vita, Dio.

La complicazione-complessificazione si trova evidente, per esempio, nella materia dove gli atomi formano le molecole, e successivamente macro molecole; in biologia, dove le cellule formano tessuti, organi e poi organisimi, che sono società di società. La troviamo espressa in astronomia, dove non vi sono pianeti isolati, ma sistemi planetari, non stelle isolate, ma sistemi stellari. Questa legge di complessificazione è evidente anche nella nostra società umana, dove i singoli individui tendono a riunirsi in gruppi, sempre più vasti.

La complessificazione dispone le individualità per gerarchie, scaglionando gli esseri a livelli diversi secondo il loro grado di sviluppo e capacità intrinseche. Ogni individualità si dispone così sulla linea dell’evoluzione in base al proprio sviluppo interiore. In questa gerarchia il maggiore include sempre il minore, il superiore l’inferiore, e mai viceversa. Ogni stratificazione non perde ciò che ha assimilato in passato ma si arricchisce sempre del nuovo, espandendo la propria consapevolezza.

Ogni cosa si muove, dunque, all’interno di questo grande Organismo Unitario, orientato verso il Trascendente,  Dio Assoluto e Indefinibile, Punto finale dell’evoluzione.

In questo cammino evolutivo, ogni posizione è relativa in base al tratto di cammino percorso. Così superiore ed inferiore sono sempre relativi in base alla loro posizione. Ciò che è superiore, lo è in base a qualche cosa di inferiore, che a sua volta è superiore rispetto a qualcosa  a lui inferiore. Ed il superiore è inferiore rispetto a quello che è a lui superiore. Lo stesso vale per i concetti di maggiore o minore, di evoluto ed involuto.

Da queste ultime considerazioni, si evidenzia come esista sempre nel nostro Universo uno schema dualistico e relativista. Ogni aggettivo, ogni cosa, ha il suo contrario. Ogni unità è costruita da due parti inverse e complementari, che al contempo lottano ma si fondono, e che spingono alla creazione di qualcosa di nuovo.

L’unità è composta da due metà inverse e complementari, contrarie ma reciproche, antagoniche ma entrambe necessarie.

Sono due spinte opposte che si bilanciano, e continuamente oscillano da un polo all’altro in un equilibrio instabile che si sposta e si rinnova secondo la traiettoria tipica dei moti fenomenici: la Spirale.

Questa oscillazione, questo movimento, è ciò che determina l’evoluzione. La sua traiettoria non è infatti una linea retta, ma è una traiettoria spiralizzante, fatta di andata e ritorni, di cicli di apertura e chiusura, ma che sposta sempre tutto in avanti e in alto.

Doppio è il respiro di ogni fenomeno: fase di inspirazione e di espirazione, di sistole e diastole, di doppio moto –centrifugo e centripeto-, movimento in cui si procede e si retrocede, per poi di nuovo procedere….

Doppia è la sua polarità + e -, che si trova ovunque: l’Unità è sempre una coppia.

Giorno e notte, bianco e nero, maschio e femmina, buono-cattivo, bene-male, grande-piccolo, alto-basso, attivo-passivo, amore-odio, esterno-interno, azione-reazione, causa-effetto, avanti-dietro-, particella-onda, salute-malattia, gioventù-vecchiaia, ricchezza-povertà, pace-guerra, luce-tenebra, gioia-dolore etc…

Ogni unità è una bilancia che si equilibra tra due estremi.

L’unità è una coppia; l’Universo è monismo nel suo insieme, dualismo nel particolare, una dualità che contiene il principio di contraddizione e di fusione ad un tempo, che divide e riunisce e dà ad ogni forma dell’essere una struttura simmetrica (principio di simmetria) e allo sviluppo di ogni fenomeno una perfetta rispondenza di forze equilibrate” (La Grande Sintesi, Pietro Ubaldi)

Il dualismo risponde così alla legge di equilibrio e al principio di Ordine.  Se non vi fosse questo equilibrio, questa ripresa in senso evolutivo l’Universo si sarebbe già spento, per il principio di entropia dell’universo, secondo cui tutto tende al livellamento, alla semplificazione, alla morte. Invece questa è compensata dal fenomeno opposto della sintropia, dove tutto tende alla differenziazione, alla complessificazione e alla vita.

In questo dualismo, il bene e il male lottano contendendosi il campo, il bene per creare, il male per distruggere.

Creazione e distruzione si alternano in continuazione come la vita e la morte. Ogni termine è necessario all’altro per progredire. Dalla vita sopraggiunge la morte, ma la morte è condizione indispensabile perché nasca altra vita.

Così vediamo come nel nostro universo, dalla disintegrazione atomica della materia, nasca l’energia; dalla degradazione dell’energia (dalla gravitazione…all’elettricità) nasca la vita; dalla degradazione biologica della vita, nasca lo spirito.

Tutto, nel suo avvicendamento e nel suo alternarsi va sempre spostandosi un gradino verso l’alto. Così lo è per l’organo e la funzione, che si muovono insieme, progredendo reciprocamente, così l’organo si sviluppa con la funzione, e la funzione perfeziona l’organo.

Lo stesso dicasi per la vita e la coscienza, che si puntellano a vicenda, e il loro progredire è reciproco. La coscienza non crea la vita, e la vita non crea la coscienza, ambedue operano per venire alla luce. La coscienza plasma il suo organismo per crearsi un veicolo di espressione sempre più idoneo, la vita stabilizza questo impulso proveniente dal suo interno organizzandosi e perfezionandosi.

Tutto, difatti, avanza inesorabilmente, per sempre più e meglio creare, ecco come dal maschio e dalla femmina si genera l’elemento figlio, dalla materia e l’energia l’elemento vita, dall’alternarsi di dolori e gioie la ricerca di felicità maggiori, dall’alternarsi di vita e morte le condizioni di una vita più grande; cosicchè in questo moto dualistico oscillatorio, si genera un terzo elemento, maggiore dei due che lo hanno creato, una nuova sintesi, più avanzata.

Nel Monismo, allora, non troviamo solo il Principio di Dualità, ma anche il maggiore Principio di Trinità!

Dunque, all’interno dell’Uno è il 2, e dal 2 nasce il 3, e il 3 comprende e supera il 2 che lo ha generato, pur rimanendo tutto sempre UNO!!!

Bibliografia di riferimento: La Grande Sintesi, La Nuova Civiltà del Terzo Millennio (Pietro Ubaldi), il Fenomeno Umano, il Cuore della Materia (Pierre Theillard de Chardin)

Un pensiero riguardo “La Legge: Monismo e Dualismo –contraddizione o necessità?-

  1. con semplicità ma educazione viene descritta la REALTÀ della vita. la vita qualsiasi essa sia deve essere nella dualità fisica ma trinitaria per essere spirituale. Definire DIO è inconcepibile ma cercare di capire la Sua esistenza è doveroso pur nei propri limiti. bacione

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