L’Universo -limiti dimensionali-

Il nostro universo stellare è costituito dalla Via Lattea, che esprime, sul piano fisico, il principio della spirale. Tutto il nostro universo fisico è dato dalla Via Lattea, un sistema completo e limitato, al cui diametro si può dare il valore di circa mezzo milione di anni luce, – riferimento La Grande Sintesi-.

La Via Lattea è precisamente un vortice siderale in evoluzione, quindi in trasformismo e in espansione.

In senso spaziale, il nostro Universo stellare, isolatamente considerato, è un sistema finito: è immenso ma ha una sua misura e ciò che ha misura è, per definizione, finito. Noi con la nostra mente siamo in grado di dominarlo tutto, perché la mente fa parte di una dimensione superiore a quella dello spazio –concetto che vedremo nello sviluppo dei piani dimensionali-, quindi, può sorpassare ogni limite spaziale. Il maggiore include sempre il minore e non viceversa!

Il nostro Universo si compone di unità minori –per il principio delle unità collettive– ed è, a sua volta, una componente di altre unità maggiori.

Fisicamente il vortice del nostro universo non è che uno della infinita serie di vortici o nebulose in processo di sviluppo o evoluzione. Questi universi non sono a noi accessibili perché non hanno la vibrazione luce, condizione necessaria per la misurazione della loro distanza. Infatti, per dirla in parole povere, attraverso la luminosità di una stella è possibile determinare la sua distanza dalla nostra terra in anni-luce.

Abbiamo accennato in altri articoli, come la materia si evolva dai suoi elementi più leggeri, come l’idrogeno, cioè un atomo composto da un singolo elettrone, via via verso i suoi elementi più pesanti, fino all’Uranio a 92 elettroni. Questo processo, manifesto nella stechiogenesi della materia, ne indica l’evoluzione e la maturazione. Di fatto, al centro della nostra galassia si trovano le stelle giovani e luminose, fatta di elementi atomici semplici e leggeri, stelle a luce bianca e calda e, con l’apertura della spirale della nebulosa, verso la periferia, troviamo le stelle più fredde, a luce rossa, composte da atomi più complessi e pesanti, pronte a dissolversi e a trasformare la materia in energia attraverso la radioattività.

La materia nasce dunque al centro della Via Lattea, per condensazione e accentramento cinetico dell’energia, e muore alla sua periferia, per disintegrazione radioattiva e decentramento cinetico dell’energia, e potremmo affermare, nondimeno, che la Via Lattea nasce dalla presenza della materia, e che, con l’evoluzione della materia, la Via Lattea si espande!

Lo spazio esiste, dunque, in quanto vi è nata la materia che ne stabilisce i punti di rifermento. Infatti, senza materia esisterebbe uno spazio vuoto, cioè un nulla, un non esistere. Ecco che la dimensione dello spazio del nostro universo fisico è la dimensione della materia.

Dove sono, dunque, i limiti dello spazio? È lecito pensare ad un confine spaziale o, invece, è più corretto pensare ad un limite dimensionale?

“Il limite di apertura del vortice siderale non lo trovate tanto sul piano fisico, quanto là dove questo tocca, non in senso spaziale, ma evolutivo, un altro piano “ (La Grande Sintesi, Pietro Ubaldi)

Quindi, la materia, di cui è composto il nostro universo, non può avere un limite in senso spaziale, che potrebbe sempre essere superato, ma un limite in senso evolutivo, il limite non può essere situato in un dato punto dello spazio, ma può essere ovunque avvenga la trasformazione della materia nella superiore sua fase di evoluzione, l’energia!

Materia ed energia, nel nostro universo attuale, non possono essere mai isolate, le troviamo sempre insieme, sempre fuse, così come sono fuse le dimensioni spazio-tempo: “il continuo spazio-tempo.

Dalla materia nasce per radioattività l’energia. E l’energia, la cui dimensione è quella del tempo, si trasmette nello spazio, in quanto vi è materia che dà dei punti di riferimento, e così è anche per il tempo, che si misura in funzione della materia e del suo trasformismo. Senza la materia lo spazio non avrebbe più punti di partenza e di arrivo.

Questo è lo stato attuale del nostro Universo, stato transitorio da una fase all’altra, in cui, i due termini, –materia-energia/spazio-tempo– si presentano coesistenti, fino a quando la fase materia avrà cessato la sua funzione e sarà definitivamente superata, trasformandosi completamente in energia nella sua dimensione successiva.

Lo spazio, quindi, non è né eterno, né assoluto, ma relativo e temporale, così come è l’elemento che lo costituisce –la materia-.

Ciò che determina, allora, la misura dello spazio è dato dalla maggiore o minore concentrazione di materia. Maggiore è la concentrazione di materia, minori sono le sue dimensioni e maggiore è la sua curvatura, data dalla distorsione dello spazio dalle masse gravitazionali; minore è la concentrazione di materia,  maggiori sono le sue dimensioni, e minore è la curvatura dello spazio. Così la distorsione del “continuo spazio-tempo“, ha per effetto la chiusura dell’universo in se stesso, così che lo spazio diventa “finito”.

Alla domanda dove finisce lo spazio? In un punto in cui il “dove” diventa “quando”, in cui cioè la dimensione spazio, propria della materia, si trasforma nella dimensione tempo, propria dell’energia. Quando la materia chimicamente invecchiata, raffreddata, solidificata, raggiunge la periferia del vortice siderale, si disgrega per radioattività, trasmutandosi in energia: allora la sostanza perde la sua dimensione spaziale e torna al centro, come corrente dinamica e dimensione temporale. “ (La Grande Sintesi, Pietro Ubaldi)

Oggi il nostro universo è in fase di espansione ed evoluzione, segno del passaggio dalla materia all’energia, e dall’energia allo spirito: si espandono le galassie, si va verso un raffreddamento per irradiazione e disintegrazione atomica.

Dalla materia si ritorna verso l’energia, la spirale apre, così, i suoi anelli. L’energia riprende il ciclo di apertura e decentramento cinetico, che significa espansione, apertura e liberazione.

Tutto si accelera e vibra verso frequenze maggiori. La materia si disintegra, l’energia riapre la sua onda dinamica verso una direzione lineare radiante.

Lo spirito si libera dalla prigionia del corpo: l’evoluzione si compie. I frammenti, figli della rivolta, si ricompongono verso l’Unità in Dio: questo è il compimento del nostro destino e quello dell’intero Universo!

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