La Ghiandola Pineale, la nostra antenna ricettiva

Buongiorno cari lettori

Come accennato negli articoli sulla medianità, vogliamo qui approfondire l’argomento che tratta della ghiandola pineale o epifisi.

Questa piccolissima ghiandola endocrina, a forma di pigna (da qui la derivazione del termine pineale), posta al centro del nostro cerebro e più precisamente all’estremità posteriore del terzo ventricolo, si collega mediante fasci nervosi alle strutture adiacenti, svolge per la nostra scienza il compito di secernere un ormone, la melatonina, ormone che viene riversato nel sangue e nel liquido cefalo-rachidiano.

La produzione di melatonina, il neurotrasmettitore della notte, rallenta le onde cerebrali da beta ad alfa, favorendo il sonno e l’assopimento dei nostri sensi. La produzione di tale ormone è favorita dal buio  e dalla riduzione delle energie del sole e della luce, condizione questa che sembra favorire l’attività recettiva nell’ipersensitivo e nelle creazioni del genio e dell’artista.

L’epifisi produce anche delle quantità di serotonina (5-OH-triptamina) e, inoltre anche la DMTdimetiltriptamina, una sostanza dagli effetti allucinogeni contenuta anche nella pianta ayahuasca usata per scopi mistici, la quale è stata messa in relazione con alterati stati di coscienza, con esperienze trasformative e stati di consapevolezza mistica, specialmente presenti durante la fase REM del sonno, fase nella quale sembra che questa sostanza sia maggiormente prodotta.

Non è scopo di questo articolo quello di andare ad approfondire le funzioni di questa ghiandola sul nostro organismo fisico, bensì di valutarne la sua funzione in quello che è il campo delle ricezioni psichiche nei soggetti ipersensitivi, nel genio, nei fenomeni ispirativi dell’arte e nella medianità.

E’ proprio questa piccola ghiandola, che tutti abbiamo nel nostro cervello a fare da potenziale antenna ricettiva per la captazione delle correnti di pensiero, definite Nouri, provenienti da dimensioni diverse da quelle del nostro mondo fisico e sensorio, le dimensioni dello Spirito.

Le entità spirituali, prive di corpo fisico, si servono di coloro tra noi, che dotati di particolare sensitività nervosa, sono in grado di ricevere attraverso il loro cerebro, i pensieri e i concetti che ci giungono per via medianica da questi esseri che vivono e vibrano in altri piani di esistenza.

Ciò che rende la ghiandola pineale adatta alla ricezione spirituale è la sua plasticità, la sua duttilità e malleabilità, che permette all’informazione di essere trasmessa a tutto il cervello dell’ipersensitivo e tradurlo in parola, in forma verbale o scritta.

Tale ghiandola, sembra essere in collegamento anche con altri 2 plessi nervosi, il cardiaco e il gastrico, ma tale collegamento ha più finalità con la medianità ad effetti fisici che con l’ultrafania, di conseguenza non ha per noi particolare interesse ai fini dell’articolo.

Da La Vita di Gino Trespioli: la funzione della cosiddetta “pineale” in un soggetto dotato di qualità medianiche o trasmettitrici d’onde, consiste in ciò: che la ghiandola riceve dall’esterno una pressione per cui si aumenta la secrezione con attività superiore nell’attimo stesso in cui la pressione avviene, e che può essere, tale pressione, definita etereo-fludica. Dopo di che torna allo stato normale immettendo ed emettendo quel minimo di secrezione che può dar la forza psichica dell’individuo stesso” (Cit Il Maestro, la Purissima Intelligenza che ha guidato la redazione dell’intera Opera ” La Vita”)

Potenzialmente ognuno di noi può essere un tramite di queste alte correnti di pensiero, ma la realtà di oggi è che al momento sono pochi coloro che già sono in grado di captarle.

Tale ghiandola infatti diventa radiosa e le sue radiazioni si ampliano ricevendo maggior energia esterna; quindi essa è atta a raccogliere vibrazioni di suoni siderei, eterei e a trametterli sotto diverse forme grazie all’evoluzione che il genio, il santo, l’ispirato hanno raggiunto, vincendo i palpiti della passionalità umana, dominando la materia e uniformandosi sempre di più alla Legge Divina.

La medianità diventa così un fenomeno di risonanza, di simpatia con le vibrazioni psichiche che arrivano dai piani eterei, in cui l’affinamento morale, etico, interiore del medium, dell’ipersensitivo, è una condizione indispensabile per la buona riuscita della comunicazione, soprattutto per quella che sarà la forma più alta di medianità del nostro domani, cioè quella ispirativa-attiva cosciente, che è manifestazione dell’evoluzione della personalità umana in grado di raggiungere gli stati più profondi di coscienza che si possono chiamare di intuizione.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.