Messaggio della Resurrezione

Condividiamo questo messaggio ricevuto attraverso una medianità ispirativa-attiva cosciente nella Pasqua del 1933 da Pietro Ubaldi, ipersensitivo di sommo grado e mistico italiano.

Non aggiungiamo altri commenti per immergerci in una profonda meditazione e analisi del contenuto.

MESSAGGIO DELLA RESURREZIONE

Pietro Ubaldi

(Pasqua 1933)

                Dall’oltre del tempo e dello spazio viene la Mia Voce. È una voce universale che parla al mondo intero e vera rimane attraverso i secoli. La verità non può cambiare se guardata da questa o quella nazione, se osservata da una razza o da un’altra, perché l’anima umana è sempre la stessa ovunque, se esaminata in profondità.

                Vengo a voi a Pasqua soprattutto per illuminare e confortare, perché siete immersi in un’ondata di dolore. Crisi definita e immaginata come crisi economica. Ma vi dico che questa è una crisi universale, una crisi di tutti i vostri valori morali, di tutta la vostra grandezza. È lo sgretolamento di un mondo millenario. Vi dico che la crisi è principalmente nelle vostre anime: crisi di fede, di guida, di speranza. É vertiginoso il momento delle grandi mutazioni.

                Vi porto speranza, guida, pace. A ciascuno dico oggi la Parola della Verità e dell’Amore, Parola che più non conoscete. Voglio riportarvi alle millenarie origini della fede con l’intelletto nuovo, nato dalla vostra scienza. Nel giorno della Resurrezione, vi ripeto la parola della Resurrezione, col fine che tu possa capire il dolore e attraversare gli stretti confini della tua vita. Commosso, Parlo a ciascuno nel sacro silenzio della sua coscienza.

                O tu che leggi, allontanati, per un momento dai rumori inutili del mondo e ascolta! La Mia Voce non ti raggiungerà attraverso i sensi, ma attraverso questa lettura, la sentirai emergere dentro di te nel linguaggio della tua personalità. La Mia Voce, però, come tutte le cose, non viene dall’esterno, sorgerà in te, per vie sconosciute, come cosa tua, dalla divina profondità che esiste in te e nella quale anch’Io mi trovo.

                L’universo è infinito e da lontano vengo, attratto dal tuo dolore. Niente mi attrae di più del dolore, perché solamente in esso l’uomo è grande, e si purifica e si riscatta andando più in alto. È triste essere colpiti in questo modo, ma solo soffrendo si può capire la realtà della vita. Esulta, perché questo è lo sforzo della tua resurrezione!

                A chi soffre dico: “Coraggio! Sei un caduto che nell’ombra riacquista la grandezza perduta”. È la giusta reazione della Legge che avete liberamente trasgredito e che esige un ritorno all’equilibrio; strumento di ascensione, il dolore vi indica il cammino da cui siete fuggiti; vi impone di riaprire la vostra anima, chiusa dalle facili gioie che tristemente vi accecano, perché possiate raggiungere gioie più alte e vere. Il dolore è una forza che vi costringe a riflettere e a cercare in voi stessi la verità dimenticata. È un’imposizione di nuovi progressi.

                Abbraccia con gioia questa grande opera che ti chiama a realizzazioni più ampie. Se non fosse il dolore, chi ti costringerebbe ad evolvere verso forme di vita e di felicità più complete?

                Non ribellarti, al contrario, ama il dolore. Non è la vendetta di Dio, ma lo sforzo che ti viene imposto per una più grande vostra conquista.

                Non maledirlo, ma affrettati a pagare il debito contratto per l’abuso della libertà che Dio ti ha dato perché fossi cosciente. Benedici questa forza salutare che, superando le barriere umane, senza distinzione, attraversa ogni porta, penetra il segreto, e le ferite, e comanda, e dispone, e da tutti si fa comprendere. Abbraccia il dolore, amalo, e perderà la sua forza. Accetta l’indispensabile scuola dell’ascensione. Se ti ribelli, la tua forza non otterrà nulla contro un nemico invisibile e la violenza, in cambio, cadrà più impetuosamente su di te.

                Coraggio! Ama, perdona e resuscita! Non guardare negli altri l’origine del tuo dolore, ma, sì, in te stesso, e pentiti. Ricordati che il dolore non è eterno, ma una prova che dura fino a quando la causa che l’ha generato si esaurirà. Il tuo dolore è valutato e non andrà mai oltre le tue forze. Il mondo è stato creato per la gioia e la gioia tornerà a lui. Dall’altra parte della vita, altre forze vegliano su di te e ti tendono le braccia, più di quanto tu desideri per la tua felicità.

                Ho parlato con il cuore all’uomo di cuore. Ora parlerò all’intelligenza.

                Avete, o uomini, la libertà delle vostre azioni, mai quella delle loro conseguenze. Siete padroni nel seminare gioia o dolore nel vostro cammino, ma non sarete in grado di alterare l’ordine della vita. Potete abusare, tuttavia, se abusate, il dolore reprimerà l’abuso. Di ciascuno dei vostri mali, foste voi stessi che seminaste le cause.

                Il più grande errore dei vostri tempi è l’ignoranza della realtà morale, l’orientamento intimo della personalità, che è il fondamento della vita sociale.

                L’uomo moderno si avvicina al prossimo per prendere qualcosa da lui, non per beneficiarlo. La vostra civiltà, che è economica, si basa sul principio del “do ut des”, che è la psicologia dell’egoismo. È la forza economica sempre a reggere il mondo. La psicologia collettiva non è se non la somma organica di queste psicologie individuali. La ricchezza si accumula dove la forza la attrae, e non dove la necessità o le esigenze più elevate lo richiedono; non costituisce strumento di una vita di giustizia e di bene, ma, bensì, macchina di potere, che rappresenta, in sé stessa, un obiettivo. La legge di equilibrio è costantemente violata e si impongono reazioni. Non si padroneggia la ricchezza, portandola a fini più elevati: è la ricchezza che vi domina.

                Lavorate, ma lasciate che la portata del vostro lavoro non si riduca a un profitto isolato e egoista, ma per dare frutti nell’organismo sociale; solo allora si formerà quella psicologia collettiva, che è l’unico fondamento stabile della società umana.

                Fate del bene, però, ricordate che il povero non desidera esattamente il superfluo delle vostre ricchezze, ma che veniate a lui, che condividiate il suo dolore, e anche che lo prendiate per voi stessi, al suo posto. Venerate i poveri: sarà il ricco di domani. Abbiate pietà dei ricchi che domani saranno i poveri. Tutte le posizioni tendono ad invertirsi in modo che l’equilibrio rimanga costante. La ricchezza tende alla povertà e la povertà alla ricchezza. Guai a chi gode! Beati coloro che soffrono! Questa è la Legge. Non fidatevi del mondo, che riderà con voi mentre avete forza e benessere; confidate, invece, in Me, che vengo quando soffrite e vi porto aiuto e conforto. Vedete, oggi, che il dolore realmente esiste e che né lo scetticismo né alcun potere umano può allontanarlo.

                Un cambiamento radicale avrà luogo nella società umana, in modo che la vita non sia un atto di conquista, dove trionfa il più forte o il più astuto, ma piuttosto un atto di bontà e di saggezza in cui il più giusto è vittorioso. Investigando con la vostra scienza, troverete nel profondo delle cose questa suprema Legge di equilibrio che vi governa; imparerete che il coraggio della vita non è nell’infrangere questa Legge, seminando per voi stessi reazioni di dolore, ma nel seguirla, seminando effetti di bene. Dovete anche imparare che il vincitore non è il più forte – esso è un trasgressore – ma è colui che segue consapevolmente il corso delle leggi e senza violenza si equilibra all’interno delle forze della vita. Le religioni lo hanno già rivelato, ma voi non ci avete creduto; la scienza lo dimostrerà, eppure non vorrete vedere. Il momento è decisivo. Guai a voi se, in questa vittoria della civiltà materiale in cui vivete, desiderate ancora perseverare a livello del bruto.

                Il mondo è maturo, ma allo stesso tempo, stanco dei tentativi ed esperimenti, dell’irresolubile groviglio dei vostri espedienti; stanco di vivere il momento, di fronte ad un domani pieno di incognite; e vuole seriamente prevedere e risolvere i grandi problemi della vita, vuole francamente guardare al futuro, anche se questo richiede un grande coraggio.

                Il mondo ha bisogno della semplice, forte parola della verità, non di nuove astuzie per rotolare per vecchi sentieri. Il mondo attende con ansia questa parola, come anche la aspetta il momento storico.

La psicologia collettiva ha la sensazione, seppur confusa, di un grande cambiamento di direzione: sente che il pensiero umano, non più infantile, si affretta a prendere le redini della vita planetaria e che l’uomo sostituirà l’equilibrio istintivo e cieco delle leggi biologiche con un altro equilibrio, cosciente e desiderato. Per questo sta cercando la luce, affinché il suo potere non sprofondi nel caos.

                Non è lontana da scomparire la vostra psicologia sperimentale, che sarà sostituita dalla psicologia intuitiva; questa guiderà la vostra scienza, nuovi uomini diffonderanno la verità: non saranno più martiri coperti di sangue, né assomiglieranno agli anacoreti di una volta, ma uomini di intelligenza e di fede che diffonderanno i loro pensieri utilizzando modernissime risorse, uomini che serviranno da esempio in mezzo al turbine della vostra vita.

                Rompete la ferrea gabbia che il passato ha costruito per voi, e dove non avete più spazio. Osate abbandonare le vecchie vie, ma non osate follemente, dove non c’è motivo di osare; osate nella direzione dell’alto, e non oserete eccessivamente. Dal grande mare di forze latenti, che non percepite, un’ immensa onda solleverà il mondo.

                Fino ad allora, abbiate fede! La vostra crisi, se è profonda e dolorosa, darà comunque vita all’uomo nuovo del terzo millennio. Per risolverlo, ricordate che è male di sostanza, che non si debella correggendo la forma, come voi cercate di fare. Per risolverlo è necessario considerare il problema nella sua sostanza; e la sua sostanza è l’uomo, la sua psicologia, la sua anima, dove risiede la motivazione delle sue azioni, la fonte originaria degli eventi umani. Ecco la chiave del futuro.

                Il vostro ciclo pluriennale di civiltà si sta esaurendo; dovete riprenderlo ad un livello superiore più elevato, per viverlo più profondamente, non solo credendo, ma anche “vedendo”.

                Guai a voi se, dopo aver raggiunto il dominio del pianeta, non dominerete la macchina, la ricchezza e le vostre passioni, con uno spirito puro. Siete liberi e potete anche retrocedere.

                Nel periodo che resta di questo secolo si deciderà del terzo millennio. O vincere, o morire: e la morte, questa volta, è la morte peggiore, perché è la morte dello spirito.  A tutti Io dico: “Risorgete con la Mia resurrezione”.

2 pensieri riguardo “Messaggio della Resurrezione

  1. Oggi credere e vedere collimano in un unica linea di congiunzione.L’evidenza dei fatti non può essere più negata. Se la si nega significa che la propria intelligenza non è consapevole e questo non è un problema, si può sempre evolvere. Il problema é quando in malafede si insiste nello status quo, schiavi delle proprie catene. Cerchiamo di essere, invece, ricettivi agli stimoli che l’essere umano è sempre capace di produrre, se non si soffocano sotto uno strato di indifferenza e chiusura agli eventi oltre ogni limite!

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