Parliamo di Medianità I Parte

Differenza tra spiritismo e spiritualismo

Oggi giorno la parola medianità è a molti conosciuta.

Probabilmente se ne è sentito già parlare in televisione, se ne è letto su internet o in qualche libro oppure ci si è imbattuti in qualche discorso sull’al di là dove si è sentito che vi sono individui in grado di comunicare con le persone defunte.

Quasi certamente però a non tutti è chiaro come avvenga questa comunicazione e che differenze vi possano essere tra i vari gradi o tipi di medianità esistenti, e quando essa è una pratica da evitare o invece può diventare strumento di aiuto e di crescita.

Spesso è condannata come una pratica negativa, altre volte è definita come un’impostura, frutto di trucchi ai danni delle persone in cerca di risposte; a volte è una pratica abusata, mentre altre volte è manifestazione di una Volontà di Legge Superiore, e sarà questo il caso che sta a noi più a cuore capire,  perché più utile alla nostra crescita spirituale.

Vediamo dunque di fare un po’ di chiarezza.

La parola “medianità” è legata alla parola medium, che significa mezzo. 

Il medium è colui che fa da tramite tra le entità disincarnate e il nostro mondo fisico, è colui che permette, attraverso questo dono che ha ricevuto, di mettersi in contatto con quello che noi chiamiamo comunemente l’al di là.

I fenomeni medianici possono essere diversi e molteplici. Non è interesse di questo articolo né elencare i diversi tipi di manifestazioni che si possono verificare né nemmeno fare una panoramica storica sulla  medianità.

Per lo scopo di questo articolo quello che voglio sottolineare è la distinzione netta tra la medianità ad effetti fisici tipica dello spiritismo, e la medianità  ultrafanica di ben altra potenzialità e levatura, che sfocia nello spiritualismo. 

La prima grande differenza tra le due è che nella medianità a effetti fisici l’entità spirituale incorpora  il corpo fisico del medium, e dove le entità che si manifestano provengono da bassi piani spirituali, da bassi piani di esistenza.

Nella medianità di tipo di tipo “cerebrale”, medianità concettuale come l’ultrafania,  invece, non vi è alcuna incorporazione. 

Ultrafania significa, letterariamente, manifestazione di Luce dall’Oltre, (Ultra= Oltre, Fania=Luce), ed è una fenomenologia di elevate correnti intellettuali-spirituali, chiamate nouri, di cui parleremo più dettagliatamente nei prossimi articoli.

Attraverso la ghiandola pineale vengono captate queste correnti di pensiero e ritrasmesse per mezzo della parola o della scrittura.

Che cos’è e cosa succede durante la trance medianica?

La trance è rappresentata dallo stato di sonno medianico in cui cade il soggetto prescelto per svolgere quel determinato compito.

Nella medianità più comune, Il mezzo, medium, funge da strumento incosciente, da “macchina” in quanto privato temporaneamente di volontà durante la trance, questo sia nella medianità ad effetti fisici che in quella ultrafanica.

Il medium ha il suo io  al di fuori del suo corpo, (a volte ritto, a volte accovacciato alla destra del suo corpo fisico); Il soggetto prosegue in tutti i suoi movimenti biologici e fisici, mentre il movimento mentale rimane completamente a disposizione dell’Entità che ha provocato la Trance e che la guida.

L’ipersensitivo ultrafanico riceve la comunicazione grazie alla capacità ricettiva di una ghiandola posta nel nostro cervello, la ghiandola pineale o epifisi.

Attraverso la ghiandola pineale vengono captate queste correnti di pensiero e ritrasmesse per mezzo della parola o della scrittura. Anche sulla ghiandola pineale tratteremo un articolo di approfondimento, per ora ci basta sapere che è la nostra antenna ricettiva.

Esiste tuttavia un’altra forma di medianità meno conosciuta, che definiremo medianità ispirativa-intuitiva, in cui la ricezione del messaggio dell’entità spirituale avviene in modo cosciente, quindi senza abbandono del proprio corpo fisico, sempre per mezzo dell’epifisi.

In questo tipo di contatto medianico, il medium registra le correnti di pensiero che a lui giungono in modo del tutto consapevole. Ne abbiamo il suo massimo esponente in Pietro Ubaldi, ipersensitivo di sommo grado, di cui avremo modo di trattare in un articolo a lui dedicato.

Quello che ora ci interessa portare a casa è che esiste una forma di medianità, quella ultrafanica appunto, in cui sono canalizzate alte correnti di pensiero spirituali, che provengono da piani di esistenza per noi inconcepibili.

Piani di esistenza in cui vivono Esseri Spirituali  in piena Potenza e Conoscenza che ci hanno donato e donano, in accordo alla Volontà di Dio, quegli insegnamenti indispensabili al nostro risveglio spirituale e al nostro cammino di crescita interiore, e che nulla hanno a che fare con i “comuni” fenomeni spiritici.


2 pensieri riguardo “Parliamo di Medianità I Parte

    1. Buongiorno Luca, le fonti di riferimento per questo articolo sono Ultrafania di Gino Trespioli, il libro dei Medium di Allan Kardek, le Nouri di Pietro Ubaldi, La Vita-Ultrafanie di Gino Trespioli

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